Da Internet, le nuove facce della diffamazione – Astroturfing

Reputazioneedolo

Ilreato didiffamazione, che rientra tra iDelitti contro la personae disciplina iDelitti contro l’onore, «insensosoggettivosi identifica con il sentimento che ciascuno ha della propriadignità morale, designando quella somma di valori morali che l’individuo attribuisce a se stesso […] mentre insensooggettivoè la stima o l’opinione che gli altri hanno di noi» (A.M. Altomonte), meglio conosciuta comereputazione. Per esserci diffamazione, colui che diffama con lavolontàdi usare espressioni offensive, o percependone tale capacità, pur senza la precisa intenzione di offendere la reputazione altrui; in altre parole il soggetto che diffama deve averepiena consapevolezzadel danno causato con la propria condotta, ovvero deveagire con dolo.

Presupposti e limiti

Ma in quali precise circostanze si può parlare di diffamazione? Per definizione l’atto diffamatorio si basa su tre presupposti fondamentali che non necessariamente devono avvenire in maniera simultanea: l’assenza dell’offeso, l’offesa all’altrui reputazionee lacomunicazione con più persone.
Ai giorni nostri, l’evoluzione dellacoscienza socialee la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa hanno sollevato il problema delladifficoltà nella definizionedi quelli che sono ilimiti di liceitànella comunicazione.
A monte del problema è stata individuata larapiditàcon la quale le informazioni circolano e si riproducono; una rapidità cherende impossibile la totale eliminazionedelle espressioni diffamatorie una volta entrate in circolazione. Un problema da non sottovalutare dato che, ad oggi,Internetrappresenta il luogo più utilizzato dall’individuo per svolgere la propria personalità; stando a quanto sostengono Giuseppe Cassano e Iacopo Pietro Cimino,non si tratta di unazona francaesime dalle regole del diritto,come erroneamente si potrebbe pensare: nella virtualità, pur mancando la componente fisica dello scambio (la persona in carne e ossa) ciò che avviene è sempre unatto di comunicazione tra persone, quindi assoggettato al rispetto dei diritti della persona.

Le facce di un crimine tecnologico

La diffamazione che avviene in Internet, conseguenza del più recente fenomeno del commercio elettronico, viene definita come vero e propriocrimine tradizionale in chiave tecnologica, per il quale gli strumenti telematici assumono ruolo funzionale al raggiungimento dell’obiettivo. Tale diffamazione può avvenire in due modalità: con l’attribuzione di fatti determinatioppure convalutazioni offensive svicolate da fatti specifici(diffamazione generica).
Nonostante in Internet sia possibile rimuovere commenti sgradevoli dai siti web e in taluni casi incontrare anche sistemi che ne impediscono la pubblicazione, è altresì vero che la diffamazione – tale perchéconsumata nel momento e nel luogo in cui persone terze percepiscono l’ingiuria pronunciata– in un luogo utilizzato da una pluralità di soggetti come Internet, fino a prova del contrario è necessariamente da considerarsi come avvenuta nell’istante dellapubblicazionedei contenuti, momento nel quale l’informazione diviene a tutti gli effettiaccessibile al pubblico.
La diffamazione in Internet può assumere varie forme a seconda delle modalità con cui viene perseguita. Si può parlare infatti di:
astroturfing(diffamazione commercialeper mezzo difalserecensioni)
domain grabbing(detto anchecybersquatting: marchiusati come nomi di dominio)
typosquatting(affinità del nome di dominio a quelli ufficiali)

Astroturfinge potenza delle recensioni

La diffamazione commerciale on line chiamata astroturfingè unreato collegato al marketing, molto difficile da scovare, grazie al quale è possibile influenzare in modo positivo o negativo il giro di affari di un esercente servendosi di «una serie di azioni ingannevoli che tendono a creare un’opinione positiva o negativa rispetto a un prodotto» (Simonetta Biagio).

Fatalerecensione falsa

Solitamente si tratta direcensioni false, realizzate da soggetti che non hanno mai usufruito dei servizi offerti o acquistatone prodotti. Ma quanto contano davvero le recensioni degli altri nella scelta dei nostri acquisti? Secondo uno studio dellaHarvard Business School,riportato daIl Sole 24 Ore, contano e anche moltissimo. A quanto pare, un e-commerce è in grado di virtualizzare anche le esperienze ed è per questo che una recensione può far cambiare notevolmente l’intenzione di acquisto. Gli studiosi stimano che, per un albergo o un ristorante con buone recensioni,l’incremento dei guadagni siafra il5 e il 9%, contrariamente a quello che invece ha maturato una brutta nomea digitale. Va comunque sottolineato che una recensione negativa agisce inmaniera più evidentedi una positiva: nel mondo reale, per costruirsi una fama positiva ci vuole molto tempo, mentre per danneggiarla basta anche solo un’azione negativa; per il mondo virtuale funziona esattamente allo stesso modo.

Danno/guadagno econcorrenza sleale

Le recensioni positive, inoltre, svolgendo il compito di rendere un soggetto più appetibile rispetto a un altro, mirano all’accrescimento di una fiducia che, da un lato,incrementa il fatturato del “fortunato”e, dall’altro,lede l’immagine dei competitors: né più né meno di quello che riesce a fare una recensione negativa. Un palese esempio ci viene daTripadvisor, un sito web che basa il suo successo su di una classifica determinata proprio da un sistema di recensioni: terreno fertile per la crescita indisturbata di unastroturfingin grado di innescare al tempo stesso anche un meccanismo di evidenteconcorrenza sleale.

Va infine sottolineato che ladifficoltà di gestionedi questo reato, oltreché lacomplessità delle indagini, è data dall’incremento esponenziale generato della platea deisocial network, la cui assuefazione ha inoltre innescato il meccanismo deglihaters,capaci di nascondere la loro reale identità grazie a subdoli metodi.
Determinante in tal senso sono anche:
– l’impossibilità di eliminare dalla rete la totalità dei commenti diffamatori,
– la presenza dei cosiddettiinfluencerobloggerche mettono la loro capacità di influenzare l’opinione on line al servizio delle aziende,
– l’offerta da parte di molte agenzie di veri e propri pacchetti dipromozione della reputazionesolo per mero guadagno.


Bibliogafia
Internet – La responsabilità del provider, non può esistere una zona “franca” dal diritto, inGuida al diritto, Giuseppe Cassano, Iacopo Pietro Cimino, 2013
Cybercrime: conferenza internazionale, (Giovanni Ilarda e Gianfranco Marullo) Giuffrè Editore, Milano, 2004

Articoli web
Diffamazione: occorre la diffusività della denigrazione per integrare il reato, (Antonietta Maria Altomonte), <www.altalex.com>
La diffamazione a mezzo internet nei più recenti orientamenti giurisprudenziali<www.altalex.com>
Recensioni false o negative: quando è diffamazione<www.consulenzalegaleitalia.it>
False recensioni on line fuori controllo, il business vale 5-9% delle vendite, Biagio Simonetta <www.ilsole24ore.com>
Diffamazione a mezzo social network e il rischio di collasso del sistema giustizia, Zamponi Francesco <www.diritto.it>