
Grazie alla griglia è inoltre possibile crearerelazionitra gli oggetti allineandoli orizzontalmente o verticalmente oppure costruire unagerarchiasfruttando la regolarità compositiva: sistemare oggetti uno sotto l’altro li farà percepire comesubordinati(la parte alta solitamente è riservata agli elementi più importanti).La natura dell’organizzazione della percezione fu al centro degli interessi della scuolapsicologica della Gestalt(Gestalt è un termine tedesco traducibile approssimativamente conforma)che elaborò un insieme di principi per tradurre l’esperienza percettiva(P. Rookes e J. Willson, 2002): i cinquePrincipi di unificazione percettiva.
Linee dritte: vicinanza e allineamento
Fa parte proprio di questi, il principio secondo cui più oggetti vicini vengono percepiti dalla mente come inrelazionetra di loro, percepiti cioè come appartenenti alla stessa unità:vicinanza.
Non è un caso che proprio lavicinanzasia uno deiquattro principi base di grafica(VARCo) individuati da Robin Williams nel suoImparo l’arte della grafica.Due di tali principi sono strettamente correlati proprio al concetto di linearità e verticalità, e sonovicinanza, per l’appunto, eallineamento. Quando diversi elementi sonovicinivengono percepiti dalla nostra mente comeun’unità visivapiuttosto che come accostamento di elementi separati; la capacità della mente umana di individuare questa regolarità ci permette di organizzare meglio le informazioni, in modo meno confusionario e più chiaro.
Inoltre, per avere un impaginato più pulito e comprensibile è necessario che nessun elemento sia posizionato a caso nella pagina: ognuno deve essere in un rapporto visivo con almeno un altro elemento e, per esserlo, è necessario che siaallineatoad esso.


Da fatti fisici a fatti semiotici
Verticale e orizzontale non sono solo fatti fisici, perché a essi siamo soliti associare anche significati ben precisi. Se osserviamo la disposizione degli occhi negli esseri viventi potremmo notare che tutti i mammiferi, uomo compreso, hanno gliocchi affiancatie non disposti uno sopra l’altro. Questa caratteristica fa sì che l’uomo sia predisposto a scrutare la realtà soprattutto insenso orizzontale: siamo capaci di scrutare ciò che ci circonda con unarco visivo di 180°,mentre per osservare oggetti in verticale siamo costretti ad alzare la testa; questo movimento, per noi meno naturale, comporta il percepire le cose in maniera diversa da come sono in realtà: unalunghezzain orizzontale, olarghezza, può apparire ai nostri occhi più breve diun’altezza,anche se in realtà non lo è.

Ciò che riusciamo a vedere intorno a noi si trova su una linea orizzontale; perciò l’orizzontalità rappresenta ciò che èconcreto, mentre la verticalità rappresental’astratto.
L’orizzontale è ciò che esiste: la terra e tutte le cose che ne fanno parte; mentre il verticale invece è tutto ciò che accade, come ad esempio la pioggia o i raggi del sole che ci illuminano e riscaldano. Perciò, grazie anche al nostro bagaglio conoscitivo, l’orizzontalità stabilisceparitàtra le cose, mentre la verticalità individua dellegerarchie.
È proprio da questa differenza in termini fisici chealtoebassoassumono le valenze semiotiche che siamo soliti attribuire loro. “Alto”, da semplice aggettivo qualificativo utilizzato per descrivere dimensioni, diviene termine indicativo di qualcosa disuperiore, che si trova a unlivello più alto: non è un caso che l’Olimpo sia stato collocato nel cielo e non sottoterra; mentre basso, collegato alle cose terrene, viene utilizzato per cose di livelloinferiore. Alto-basso è perciò consideratacategoria universale.
Ovviamente, tra l’alto e il basso abbiamo uno stadio intermedio che viene identificato comecentroe associato all’orizzonte.

Bibliografia
Critica portatile al Visual design(Riccardo Falcinelli, 2014)
Attenzione e percezione, i processi cognitivi tra psicologia e neuroscienze(R. Dell’Acqua, M. Turatto, 2006)
Design dell’interazione(Dan Saffer, 2007)
Imparo l’arte della grafica(Robin Williams, 2018)

